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TORINO, PORTA SUSA: SERVE UNA SECONDA VELOSTAZIONE

Le velostazioni, così come le piste ciclabili, le rastrelliere sono essenziali per favorire, sviluppare a 360° la mobilità ciclabile nei centri urbani, piccolo o grandi che siano.

FIRMA OTTAVIO CURRA'

Alla stazione Porta Susa di Torino oggigiorno manca una velostazione come quella realizzata durante il mandato di Chiara Appendino (M5S) a Porta Nuova.

UN’INFRASTRUTTURA NECESSARIA

Una nuova velostazione è assolutamente necessaria dato che moltissime persone raggiungono, ogni giorno, la stazione in bicicletta per poi prendere il treno per raggiungere il capoluogo lombardo e altre destinazioni piemontesi come Ivrea, Chivasso, Settimo, Novara. Dunque, uno snodo importante che deve essere valorizzato e adattato alle esigenze attuali che non sono più quelle di un tempo.

Le velostazioni, così come le piste ciclabili, le rastrelliere sono essenziali per favorire, sviluppare a 360° la mobilità ciclabile nei centri urbani, piccolo o grandi che siano.

Come detto già in un altro articolo, però non servono solo a Torino città ma occorre investire risorse per creare una velostazione in ogni stazione presente sul territorio piemontese. Ad oggi sono presenti a Pinerolo, Venaria Reale, Avigliana, Collegno ma mancano a Nichelino, Moncalieri, Santena e in tanti altri comuni popolosi della regione.

AUMENTANO I CICLISTI URBANI

Nel corso degli anni a Torino e provincia, grazie alla creazione di nuovi percorsi ciclabili, sono aumentati i ciclisti urbani (semplici cittadini che decidono di usare la bicicletta come mezzo di trasporto alternativo all’auto privata).

I dati pubblicati qualche mese fa dalla Consulta per la Mobilità Ciclabile di Torino parlano chiaro: soprattutto sugli assi ciclabili principali c’è stato e c’è tuttora un vero e proprio boom di traffico ciclabile, dimostrazione che laddove si fanno infrastrutture ciclabili si avranno tre risultati: persone in bici, meno inquinamento e traffico automobilistico.

La nota della Consulta:

“La Consulta della Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico – organo ufficiale del Consiglio Comunale della Città di Torino – comunica che, nel weekend del 5-6 aprile 2025, si è tagliato il traguardo dei primi 20 milioni di passaggi di #biciclette, registrati dai “conta-bici” sulle #ciclabili di Torino.

L’importante traguardo di 20 milioni di passaggi è un totale che include i dati rilevati a partire dal 10 maggio 2019, grazie ai 12 “conta-bici” sparsi per la città, posizionati sotto il manto ciclabile. Il podio delle ciclabili più frequentate vede in vetta – ovviamente – corso Castelfidardo (bidirezionale) con oltre 3,7 milioni di passaggi, seguito a ruota dall’accoppiata pressochè equivalente di corso Francia sud (monodirezionale) e via Bertola (bidirezionale) con 2,8 milioni ciascuna.

È bene ricordare che si tratta solamente di 12 punti di rilevazione (1m ciascuno, per un totale di circa 12m di lunghezza rilevata) rispetto all’intera rete ciclabile torinese, la cui estensione è di circa 250 km”.

Dunque, Torino e i comuni dell’hinterland non hanno bisogno di nuove infrastrutture per le automobili ma per le biciclette e i monopattini.

Pubblicato da torinoinbicicletta

Ottavio Currà, classe 1995, ambientalista, giornalista pubblicista, torinese con sangue esclusivamente calabrese, laureato in scienze politiche e sociali, ex iscritto e consigliere federale del partito di "Europa Verde-Verdi".