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TORINO, CORSO MONTE CUCCO: SERVONO DUE PISTE MONODIREZIONALI

La Consulta chiede la pedonalizzazione della pista ciclo-pedonale esistente.

Pista ciclabile corso Monte Cucco, foto web
FIRMA OTTAVIO CURRA'

La pista ciclo-pedonale di corso Monte Cucco è tra le più vecchie della città di Torino, concepita in tempi in cui si considerava solo l’auto come mezzo di trasporto e non si parlava minimamente di “mobilità dolce” e “sostenibile”.

I TEMPI SONO CAMBIATI

Sono passati moltissimi anni dall’inaugurazione della ciclovia che è attualmente presente tra i due filari di platani.

Oggigiorno, per fortuna, la mobilità dolce sta prendendo sempre più piede in tutte le città italiane (anche quelle più motorizzate) come Firenze, Roma e Milano.

Dunque, i tempi sono cambiati e la bicicletta non è quindi più solo considerata come il mezzo del passeggio dello svago della domenica, ma come un vero è proprio mezzo di mobilità alternativo all’auto privata e al trasporto pubblico.

Per questa ragione, bisogna spendere soldi per costruire nuove ciclovie laddove mancano da sempre (puntando anche sul potenziamento del verde pubblico) e rivedere a 360° “quelle di vecchia concezione” come, appunto, corso Monte Cucco, corso Orbassano, corso Tazzoli.

SERVONO DUE PISTE DUE MONODIREZIONALI

Lungo tutto il viale servono due piste monodirezionali per favorire gli spostamenti in bicicletta ed evitare il conflitto tra persone e ciclisti e viceversa.

La Consulta della Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico su Facebook fa sapere:

“La Consulta della Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico – organo ufficiale del Consiglio Comunale della Città di Torino – apprende tramite i media di un progetto di restringimento di carreggiata di corso Monte Cucco con nuovi parcheggi a lisca di pesce, a bordo marciapiede, con l’obiettivo di mettere l’area “in sicurezza”.

Premesso che negli anni si è sempre preferito dare precedenza e priorità a nuovi assi ciclabili su strade prive dell’infrastruttura per la ciclabilità urbana, con l’occasione dell’articolo apparso su la Stampa del 25.09.2024 la Consulta propone un’alternativa al progetto menzionato: una revisione completa di uno degli assi ciclabili esistenti torinesi più antichi, lungo 2.8km, nato negli anni ‘90 per unire il parco Ruffini al parco della Pellerina, quando ancora si pensava alla bicicletta come semplice loisir domenicale e che oggi presenta numerose criticità.

La Consulta propone ai tecnici e all’Assessorato di Chiara Foglietta di valutare la:

#pedonalizzazione della ciclabile esistente in mezzo al viale

• Progettazione di due nuove #ciclabili mono-direzionali lato marciapiede, con lo spostamento della sosta in linea verso il centro strada, seguendo lo schema di corso Lecce.

I vantaggi sono molteplici:

• Riduzione dello spazio su carreggiata dedicato all’auto.

• Riduzione della conflittualità quotidiana tra pedoni sulla ciclabile e persone in bici.

• Riduzione tempi di attesa ai semafori per chi pedala (oggi per attraversare i grandi corsi ci sono 3 semafori).

• Riduzione del pericolo di incidentalità tra le auto, senza introduzione del parcheggio a lisca di pesce (l’auto in uscita del parcheggio non vede chi arriva dal corso principale a gran velocità).

• Maggior spazio per il passeggio pedonale, una promenade in mezzo al verde, senza il transito persone in bicicletta e monopattino.

STATO DI FATTO

La proposta della Consulta deriva dalle seguenti criticità:

• Perenna presenza di pedoni sulla ciclabile, spesso con cane al guinzaglio, a tutte le ore.

• Attività commerciali posizionate sulla ciclabile, con conflittualità e interferenze.

• 3 tempi semaforici per chi pedala a ogni incrocio, solo per andare dritto.

• Malasosta, doppia fila, grande velocità dei veicoli lungo tutto il corso

PROPOSTA

La Consulta propone di coinvolgere le Circoscrizione 3 Torino, la Circoscrizione 4, in un unico progetto che preveda:

• 2 nuove ciclabili monodirezionali da minimo 2,3m (min 1,7m + 0,5m di franco), per l’intero tratto, dal parco Ruffini al parco della Pellerina.

• Riduzione dei tempi semafori per chi pedala (da 3 a 1 semaforo, solo per andare dritto)

• Facilità di entrare/uscire dalla ciclabile direttamente dal portone di casa o del negozio; la ciclabile è oggi poco permeabile, circondata da auto e gradoni che rendono impossibile imboccarla o uscirne con facilità (è possibile entrare/uscire dalla ciclabile solo agli incroci, obbligando quindi le persone a pedalare per strada o sul marciapiede per lunghi tratti).

• Creazione di un piacevole boulevard alberato per le persone a piedi, senza la conflittualità quotidiana tra chi cammina e chi pedala: come la Promenade Plantee di Parigi.

La proposta della Consulta, quindi, tende a ridurre l’enorme ampiezza della carreggiata come da primario obiettivo di sicurezza del progetto in esame.

Ma non tramite nuovi parcheggi a lisca di pesce che chiedono maggiori spazi di manovra e che potranno creare ulteriori situazioni di pericolo con le auto che sopraggiungono da dietro, ma grazie a un sensibile miglioramento dell’infrastruttura ciclabile, con un intervento poco costoso in sola vernice e auto in sosta a protezione, ma che richiede un’attenta progettazione delle intersezioni semaforiche, con isole a protezione del tratto ciclabile”.

RIPRISTINO DEI PLATANI

Come si può notare dal vivo ma anche dalla mappa del Geoportale del Comune di Torino, nei due filari di platani di corso Monte Cucco mancano molti alberi. E’ perciò importante, nell’ottica di una città più verde e ordinata, il ripristino di tutti gli esemplari che in passato ombreggiavano questo asse viario.

Pubblicato da torinoinbicicletta

Ottavio Currà, classe 1995, ambientalista, giornalista pubblicista, torinese con sangue esclusivamente calabrese, laureato in scienze politiche e sociali, ex iscritto e consigliere federale del partito di "Europa Verde-Verdi".