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SERVONO NUOVI ALBERI CONTRO I BLACKOUT ESTIVI

Le città vanno “raffreddate” con nuovo verde urbano (prati, alberi, arbusti).

Piantumazione di bagolari a Parigi. Foto di Christophejdovski
FIRMA OTTAVIO CURRA'

Siamo alla metà di giugno e Torino sta facendo i conti con i blackout “estivi”. Quanto sta accadendo negli ultimi giorni non può che riportare la mente alla torrida estate del 2003, quando si boccheggiava e allo stesso tempo non si aveva, per almeno 4-5 ore, la corrente in casa per accendere ventilatori, condizionatori e frigoriferi.

Foto di Christophejdovski

2003, UN ANNO DI SVOLTA

Il 2003 è stato un anno di svolta, almeno climaticamente parlando, perché è stato caratterizzato da un caldo intenso che ha colpito l’intera Europa con una durata insolita. In Italia, soprattutto nei mesi più roventi, si sono registrati aumenti significativi di morti in diverse città, come Torino, Bologna, e Milano. Non solo: le ondate di calore hanno causato moltissimi danni all’agricoltura e alla flora, anche per via della scarsità di piogge e quindi della prolungata siccità.

CITTA’ DA RAFFREDDARE URGENTEMENTE

Come ampiamente detto qui su questo sito, le nostre città sono nate in tempi in cui il cambiamento climatico era solo (forse) un’idea. Oggigiorno, invece, è una realtà consolidata e anche scientificamente provata. Va, perciò, sottolineato che non sono adatte al nuovo clima sempre più tiepido in inverno e torrido in estate.

Per questa ragione è assolutamente fondamentale investire risorse per ampliare il verde urbano (pubblico e privato), unica vera “arma naturale” contro le isole di calore, la Co2, le polveri sottili.

Gli alberi, i prati, gli arbusti più sono presenti tra gli edifici, più abbassano le temperature. Tradotto in altre parole: gli abitanti hanno case più fresche e usano di conseguenza molto meno i condizionatori e ventilatori. Una drastica riduzione della tecnologia per raffrescare gli ambienti vuol dire automaticamente “meno uso di energia”, quindi “meno rischi di blackout”.

Un risparmio per le tasche dei cittadini con enormi benefici in termini ambientali e per le infrastrutture energetiche.

Ogni albero è un condizionatore naturale ed è in grado di abbassare la temperatura di 5-8° laddove viene messo a dimora”.

Pubblicato da torinoinbicicletta

Ottavio Currà, classe 1995, ambientalista, giornalista pubblicista, torinese con sangue esclusivamente calabrese, laureato in scienze politiche e sociali, ex iscritto e consigliere federale del partito di "Europa Verde-Verdi".