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CAMBIAMENTI CLIMATICI, NELLE CITTÀ BISOGNA ‘DEPAVIMENTARE’

Le opere di depavimentazione sono fondamentali per favorire la “biodiversità urbana”.

Un esempio di come si potrebbe trasformare un’isola di traffico a Nichelino in un’isola verde” con nuovi alberi e arbusti.
FIRMA OTTAVIO CURRA'

Le nostre città sono sempre più calde a causa delle ondate di calore più lunghe e intense dovute ai cambiamenti climatici e per via dell’eccessiva cementificazione che negli anni si è letteralmente divorata il suolo naturale che ci garantiva freschezza, biodiversità e umidità.

BISOGNA DEPAVIMENTARE

Per “raffrescare” le città, oltre a piantare alberi, bisogna “depavimentare” cioè togliere asfalto e cemento laddove possibile e creare nuove aiuole, ripristinando quindi il suolo naturale precedente impermeabilizzato dalla mano dell’uomo.

Via XXV APRILE

Le superfici permeabili sono fondamentali anche per favorire la “biodiversità urbana” che, come detto, viene minacciata ogni giorno, sempre di più, da nuovi insegnamenti umani come infrastrutture, case, parcheggi, edifici di vario genere.

PIÙ AIUOLE, PIU SPAZIO PER NUOVI ALBERI

Realizzare nuove aiuole nelle città è un ottimo modo per creare nuovi spazi utili per la socialità, per piantare nuove piante di qualunque grandezza che ci aiutano a mitigare le isole di calore, favorire la biodiversità, assorbire l’acqua piovana e la CO2, ombreggiare le superfici in asfalto e cemento che assorbono calore.

Gli alberi possono arrivare a ridurre le temperature estive dai 2 ai 9 gradi centigradi“.

PIÚ VERDE, PIÙ BELLEZZA

Più aiuole ci sono, più c’è verde. Quest’ultimo, oltre ad avere innumerevoli benefici sulle persone, porta anche tantissima ‘bellezza’ che spesso nelle nostre città ancora manca.

IL VERDE COME “INFRASTRUTTURA DI TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA”

Il verde urbano (privato o pubblico che sia), ancora oggi, viene visto come un “mero costo’ e “un qualcosa” che fa da mero “arredo” nei condomini e nelle piazze cittadine.

Il realtà, con i cambiamenti climatici e le polveri sottili, il verde non dovrebbe essere considerato un “mero costo” per le nostre tasche, bensì deve essere considerato a 360° come “un’infrastruttura di tutela della salute pubblica”, visto che è stato ampiamente dimostrato scientificamente che ha innumerevoli benefici per l’ambiente e la salute umana (riduzione stress, malattie cardiovascolari…).

Pubblicato da torinoinbicicletta

Ottavio Currà, classe 1995, ambientalista, giornalista pubblicista, torinese con sangue esclusivamente calabrese, laureato in scienze politiche e sociali, ex iscritto e consigliere federale del partito di "Europa Verde-Verdi".