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TORINO, VIA NIZZA: PERCHÉ NON CREARE UN ‘PARCO LINEARE’ DAVANTI ALLA GRATTACIELO REGIONE?

Alberi e arbusti ridurrebbero l’immensa isola di calore urbana attualmente presente.

FIRMA OTTAVIO CURRA'

Tra il Lingotto Fiere e il Grattacielo, sede della Regione Piemonte, in via Nizza a Torino, c’è una porzione strada che è da tempo chiusa al traffico per via ‘lavori di bonifica dell’area dove sorgerà il futuro Parco della Città dell Salute di Torino, che andrà a sostituire il vetusto ospedale delle Molinette.

PARCO LINEARE

La chiusura al traffico del tratto di strada ha messo in risalto come le persone cerchino, giorno dopo giorno, di appropriarsi della spazio oggi non utilizzato dai mezzi a motore.

E qui sorge una domanda:

“Perché non creare un parco pubblico lineare con alberi, aiuole e arbusti dal Lingotto Fiere al Palazzo della Regione, sul lato di destra, visto che attualmente le auto/mezzi di soccorso transitano a sinistra di via Nizza?”.

Verde che permetterebbe di ridurre l’immensa isola di calore urbana oggi presente in quel tratto di via favorendo, allo stesso tempo, la biodiversità e l’assorbimento delle acque meteoriche, nonostante la presenza di sottoservizi e della metropolitana.

Rimuovere l’asfalto è fondamentale soprattutto in aree fortemente urbanizzate per migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere più bella una delle città più inquinate d’Europa.

RESTITUIRE SPAZIO ALLE PERSONE E’ NECESSARIO

Come detto, togliere spazio alle auto è fondamentale, ma non basta se poi quello spazio che diventa vuoto non lo si “riempie” con qualcosa di più bello. Riempire angoli, pezzi dei quartieri oggi fortemente “mineralizzati” con il verde vuol dire promuovere l’idea di una città diverso rispetto al passato. Tradotto: meno rumori, meno caldo, più bellezza, socialità e aria pulita.

Come potrebbe essere il parco (visto dall’alto). Rendering Torino in Bicicletta

Pubblicato da torinoinbicicletta

Ottavio Currà, classe 1995, ambientalista, giornalista pubblicista, torinese con sangue esclusivamente calabrese, laureato in scienze politiche e sociali, ex iscritto e consigliere federale del partito di "Europa Verde-Verdi".