Il Mar Mediterraneo è sempre più caldo. La temperatura media giornaliera della superficie del mare che bagna le coste del sud Europa e l’Africa ha raggiunto i 28,9 C il 15 agosto 2024 e ha battuto il record di 28,7 C registrato lo scorso anno.


Il clima del Piemonte, anno dopo anno, si sta sempre più tropicalizzando: estati con ondate di calore lunghe e intense alternate da fortissimi temporali (celle temporalesche), inverni spesso tiepidi e secchi, mezze stagioni più brevi, piogge persistenti per diversi giorni/settimane.
E’ questa la fotografia che emerge analizzando, anche solo genericamente, la cronaca giornalistica su clima e meteo regionale degli ultimi 10-15 anni.
MAR MEDITERRANO SEMPRE PIU’ CALDO
Il Mar Mediterraneo, considerato “hotspot” del cambiamento climatico è sempre più caldo. Lo conferma anche in questi giorni (agosto 2024) la ricerca dell’Istituto di Scienze Marine (ICM) di Barcellona e della Catalogna. La temperatura media giornaliera della superficie del mare che bagna le coste del sud Europa e l’Africa ha raggiunto i 28,9 C il 15 agosto 2024 e ha battuto il record di 28,7 C registrato lo scorso anno, più precisamente: il 24 luglio 2023. I dati preliminari si basano sulle informazioni satellitari del servizio marittimo dell’Osservatorio europeo Copernicus, registrate dal 1982.
La regione del Mediterraneo sta subendo dei cambiamenti molto significativi: si sta infatti riscaldando più velocemente rispetto al resto degli oceani. L’aumento delle temperature è attestato sopra il 20%. Tutto ciò ha importanti effetti sul clima del nostro belpaese e quindi di riflesso anche biodiversità marina ma anche per quella della terra ferma.
TEMPORALI SEMPRE PIU’ INTENSI
Ma quali sono i sintomi sul clima del Piemonte di questa febbre del mare? Come abbiamo imparato a conoscere ormai da diversi anni, un mare più caldo molto spesso può influenzare le precipitazioni, aumentandone la loro potenza distruttiva. L’energia termica negli strati superficiali può fungere da carburante per le tempeste che si possono riversare sul territorio italiano da nord a sud, da est ad ovest e in tutti gli altri paesi del sud Europa.
In passato parlavamo spesso di temporali e trombe d’aria, oggi invece parliamo di “downburst” (fenomeno tipicamente subtropicale) che consistente in forti raffiche di vento discensionali con moto orizzontale in uscita dal fronte avanzante del temporale. Il vento, in questi casi, può raggiungere i 100 Km/h e superare anche i 200 Km/h.
La tromba d’aria o tornado ha un movimento del vento che è circolare e può percorrere centinaia di chilometri e generare venti fino a 500 km/h. Ci sono casi in cui si possono verificare venti ancora più forti e veloci.
CITTA’ INADATTE AL NUOVO CLIMA
Le città in tutto il Piemonte non sono adatte al nuovo clima sempre più tropicale: sono presenti troppe isole di calore, fognature troppo piccole che non riescono ad accogliere tutta l’acqua piovana, tombini spesso intasati, pochi alberi, troppe auto, pochissimo suolo permeabile tra le case, edifici vetusti, piante soffocate alla base da cemento e dall’asfalto.
Occorre quindi agire e attuare politiche che permettano di migliorare tutte quelle aree soffocate dall’eccessiva urbanizzazione per renderle più “resilienti al nuovo clima” puntando, ad esempio, sulla forestazione urbana (piantumando essenze più resistenti ai venti e alla siccità), sulle opere di depavimentazione, sulla rigenerazione urbana, sul riammodernamento della rete fognaria.

. .parliamo di Torino ,lamentiamoci per la circolazione e le strade.
Io credo fortemente che non si possa parlare ancora di Torino sottolineando che le auto sono sempre di più. Sarebbe riduttivo pensare di frazionare per zone mezzi pubblici efficienti,puliti e soprattutto accessibili a costi non esorbitanti come quelli attuali per circolare in città ed anche fuori da essa .
Fino a che non si penserà a rendere la circolazione meno accanita in ogni città , fino a quando non ci si occuperà dell’urbanizzazione in modo serio,mirato ed efficiente i mezzi che ci permettono di circolare non saranno mai messi da parte .
Come ogni cosa il problema sta alla fonte , non nei “paraggi scontati” .