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NICHELINO, VIA TRENTO: SERVE UN NUOVO PARCO URBANO

Non abbiamo bisogno di una nuova area parcheggio. Il cambiamento climatico si combatte aumentando il verde dentro e fuori le città.

L’area abbandonata di via Trento – Foto di Ottavio Currà
FIRMA OTTAVIO CURRA'

In via Trento a Nichelino serve un nuovo parco urbano. Da tempo c’è un’area abbandonata (con suolo permeabile) di fronte ai giardini Valentino Mazzola, dove c’era fino a pochi anni fa ‘l’idea di costruire nuovi edifici”. Oggi, invece, c’è chi non vuole più case bensì un nuovo “ennesimo” parcheggio per le auto.

NUOVA AREA PARCHEGGIO? “NON NE ABBIAMO BISOGNO”

Diciamolo subito forte e in maniera chiara senza giri di parole: di una nuova area di sosta per le auto (qualunque esse siano) NON ne abbiamo assolutamente bisogno.

Siamo nel 2025, non più negli anni ’70. In tantissime città italiane ed europee si stanno togliendo sempre più posti auto (Parigi sostituirà entro il 2030 ben 60 mila parcheggi con 60 mila nuovi alberi), per aumentare lo spazio disponibile per le persone e per favorire il verde urbano, necessario per ridurre l’effetto delle isole di calore e la Co2, responsabile del surriscaldamento globale.

Nichelino è in Pianura Padana ed è attaccata ad una grande città (Torino) nota per l’inquinamento dell’aria. Per questa ragione, bisogna attuare qualunque tipo di “politica ambientale” che abbia come principi cardine:

  • il potenziamento del verde urbano considerandolo come un’infrastruttura di tutela della salute pubblica;
  • il forte disincentivo dell’utilizzo dell’automobile come mezzo di trasporto quotidiano;
  • lo sviluppo della mobilità ciclabile e dei mezzi pubblici.

Fare nuovi parcheggi incentiverebbe soltanto i cittadini ad utilizzare l’auto, anche solo per pochi metri.

Il “traffico” NON si riduce realizzando nuove strade, nuovi parcheggi o allargando i corsi esistenti, bensì facendo l’esatto contrario: piste ciclabili, aree pedonali, aumento della frequenza dei mezzi pubblici, corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale, allargamento dei marciapiedi.

SERVE UN NUOVO PARCO URBANO PER LE PERSONE E PER RAFFRESCARE LA CITTA’

Nell’area abbandonata, come detto, serve un nuovo parco urbano con tanti nuovi alberi, arbusti per raffrescare questa fetta di città e per aumentare quanto più possibile la biodiversità, assorbire le polveri sottili, l’acqua piovana necessaria per ricaricare le falde acquifere da cui noi prendiamo l’acqua per gli usi idropotabili ed irrigui.

Nella stessa area si potrebbero inserire cestini, fontane e anche due “piastre” per favorire lo sport, la socialità delle persone.

SCUOLA MARCO POLO, SERVE UNA ‘PIAZZA SCOLASTICA’

Sempre vicino al campo abbandonato c’è un miniparcheggio che potrebbe essere trasformato in una nuova piazza scolastica creando così un accesso più sicuro alla scuola, una pavimentazione colorata (urbanismo tattico), nuove aiuole dove poter piantumare nuovi alberi e arbusti per ridurre l’inquinamento, l’effetto delle isole di calore e favorire la biodiversità quindi anche il contatto con la natura.

Questa è vera ecologia!

Pubblicato da torinoinbicicletta

Ottavio Currà, classe 1995, ambientalista, giornalista pubblicista, torinese con sangue esclusivamente calabrese, laureato in scienze politiche e sociali, ex iscritto e consigliere federale del partito di "Europa Verde-Verdi".