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NICHELINO, PARCHEGGIO VIA VITTIME DI CERNOBYL: DOVE SONO GLI ALBERI?

Un albero assorbe circa 25 kg di CO2 all’anno. E’ importante piantare nuove piante per tutelare la salute pubblica.

FIRMA OTTAVIO CURRA'

Nel mese di agosto sono stati effettuati i lavori di rifacimento del manto stradale del parcheggio auto di via Vittime di Cernobyl, davanti al Centro Nuoto Nichelino, che negli anni si era fortemente deteriorato con il transito dei veicoli e gli agenti atmosferici.

PERSA UN’OCCASIONE IMPORTANTE

Bene la riqualificazione ma diciamolo subito forte e chiaro: è stata persa un’occasione importante per adattare questo angolo di città al cambiamento climatico e ai suoi effetti.

Riqualificare un luogo all’aperto, piccolo o grande che sia, com’era stato concepito nel passato è un grande, grandissimo errore.

In merito all’area di sosta di via Vittime di Cernobyl, sorgono quindi due domande:

“Perché non è stato “sostituito l’asfalto” con gli “autobloccanti drenanti” per aumentare la permeabilità del suolo e ridurre le isole di calore?”;

“Visto che ci sono delle aiuole abbastanza larghe e lunghe, perché non sono stati piantati degli alberi ad alto fusto (aceri montani, liquidambar, tigli…) per ridurre le isole di calore, assorbire le polveri sottili e la Co2 (anidride carbonica)?”.

Esempio di autobloccanti drenanti

L’ADATTAMENTO CLIMATICO, UNA NECESSITA’

Come ampiamente detto in altri articoli, con un clima sempre più dagli aspetti tropicali, occorre urgentemente “adattare”, “rendere resiliente” il territorio italiano al cambiamento climatico e ai suoi devastanti effetti, puntando sulla forestazione urbana, periurbana e in verticale per aumentare la biodiversità, per ridurre le isole di calore, le polveri sottili che non fanno bene ai nostri polmoni, per assorbire l’anidride carbonica; sulle “opere di depavimentazione” per aumentare la permeabilità del suolo, sulla rigenerazione urbana attuando “correzioni urbanistiche” radicali, per mettere in sicurezza aree, ad esempio, soggette alle alluvioni.

E LE RASTRELLIERE PER LE BICICLETTE?

C’è un altro aspetto su cui non possiamo non puntare l’attenzione:

“Perché non sono state inserite nuove rastrelliere per le biciclette visto che ci sono diversi condomini e una piscina molto frequentata?”

Per sviluppare la mobilità ciclabile e invogliare i cittadini ad utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto alternativo all’auto, sono necessarie infrastrutture come le piste ciclabili e anche luoghi di sosta per poter parcheggiare il proprio veicolo in maniera sicura.

Infine, per tornare al focus principale di questo articolo:

Il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso”.

Dunque…”dove sono gli alberi?”

Pubblicato da torinoinbicicletta

Ottavio Currà, classe 1995, ambientalista, giornalista pubblicista, torinese con sangue esclusivamente calabrese, laureato in scienze politiche e sociali, ex iscritto e consigliere federale del partito di "Europa Verde-Verdi".